Quarantena: coppie che scoppiano

Lug 3, 2020 | News

di Barbara Molinario

Questi sono solo alcuni dei titoli che hanno affollato le pagine dei giornali nel lungo periodo della quarantena e la redazione di Quale Impresa si è interrogata anche su questo tema, perché gli imprenditori sono innanzitutto persone con una vita familiare e di coppia e perché la vita privata influenza in maniera importante anche la vita professionale e le decisioni in azienda. Per questo mi sono rivolta alla dottoressa Michela Monaco, psicologa clinica specializzanda in psicoterapia psicoanalitica, Membro dell’équipe psicologica del Ce.Ps.A. Centro di Psicoanalisi Applicata Roma.

Dottoressa, cosa ne pensa lei di questa tendenza di molte coppie che non si sopportano più a causa della quarantena? Per parlare di “coppia” è opportuno fare un passetto indietro e rivolgere, innanzitutto, l’attenzione al singolo componente della coppia e dunque a ogni persona, presa singolarmente. Il periodo che stiamo vivendo a causa del Covid-19 ha portato a una serie di cambiamenti importanti che hanno inevitabilmente avuto un impatto nelle nostre vite. Ogni persona ha reagito o sta reagendo diversamente a tutti gli stimoli che questa situazione impone. È dunque necessario partire da quelli che sono gli effetti singolari, i timori, le angosce, sensazioni di perdita, paure, e, perché no, anche tutte le risorse a cui si è potuto attingere in questo periodo o tutte le strategie messe in atto per farvi fronte. La coppia vede chiaramente l’intrecciarsi delle due singolarità ed è sulla base di queste che struttura il proprio funzionamento.

Quali sono le situazioni che si possono verificare nelle coppie costrette ad una convivenza forzata, a passare più tempo del solito insieme? Chiaramente non possiamo dimenticare che le variabili in gioco sono innumerevoli e che, come già sottolineato, non si può prescindere dal funzionamento della singola persona e dunque della singola coppia. Se ci sono i figli di mezzo? Ci sono coppie in cui sono presenti dei figli e questo comporta inevitabilmente che si impieghi del tempo per seguirli, per affiancarli nella didattica a distanza quando necessario, che gli si propongano delle attività ludiche o di svago, e poi il tempo per l’accudimento, i pasti e tutte quelle che possono essere le necessità di un figlio calibrate alla sua età. Senza dimenticare la necessità di prestare grande attenzione agli effetti che questa situazione di restrizioni imposte comporta per i bambini. Alcune difficoltà nella coppia possono sorgere proprio a partire dalla gestione dei figli, dalla necessità di seguirli, cosa resa ancora più complessa quando uno dei due partner, o entrambi, lavorano in modalità smart-working. Il clima familiare può essere turbato da problematiche legate alla perdita del lavoro o, in ogni caso, da difficoltà economiche sopraggiunte oppure acuitesi in questo periodo o anche da una ridotta disponibilità di spazi in cui svolgere le proprie attività o ricercare un momento di solitudine.

Ma queste coppie andavano d’accordo prima della quarantena, cosa è successo? È utile sottolineare che molte coppie “funzionano” anche grazie alle reciproche assenze. Cosa significa? Che in molti casi i partner hanno una vita molto attiva al di fuori delle mura domestiche, impegni lavorativi o amicali, hobbies e tutto in questo periodo può risultare schiacciato dalla dimensione domestica e può non essere semplice trovare un nuovo equilibrio che tenga conto della diversa situazione. Ci sono casi in cui i partner hanno delle relazioni al di fuori della coppia, degli amanti, e ciò, in condizioni di normalità, può consentire alla coppia di funzionare, di trovare un equilibrio e una dinamica che ne garantisce un andamento e che può venir meno in questo periodo in cui si è impossibilitati ad avere accesso a relazioni esterne. Vissuti di insofferenza possono acuirsi e generare tensioni complesse da gestire. Necessario prestare un’attenzione particolare al rischio di aumento o di insorgenza di violenza domestica, dove i conflitti vissuti possono essere purtroppo anche agiti. Ma non tutte le coppie “scoppiano” Al di là delle coppie che scoppiano, non dimentichiamo quelle che invece sono state in grado di utilizzare questo periodo per reinventarsi, trovare nuovi equilibri, sviluppare o mettere a servizio del partner una capacità di stargli accanto, di accogliere i suoi umori e stati d’animo. Molte coppie hanno riscoperto il piacere di stare insieme, un tempo di cui molto spesso nella quotidianità si è privati. E poi coppie che sono riuscite, proprio in questo periodo così particolare, ad appianare e risolvere conflittualità pregresse perché spinti da nuove riflessioni nate dal periodo emergenziale vissuto.

Dall’altra parte c’è anche la situazione di coppie che, per vari motivi, hanno dovuto trascorrere questo periodo di lockdown a distanza. Anche per le coppie che hanno vissuto il lockdown a distanza gli effetti possono essere molteplici. Da una parte la lontananza può diventare un amplificatore della mancanza, si può essere spinti a cercarsi molto, a utilizzare chiamate o videochiamate per sopperire al proprio bisogno, per sostenersi e starsi vicini in ogni caso. Si può essere spinti a fare progetti per il futuro, a immaginare e magari compiere dei passi per una condivisione futura. Si può lavorare su tutta una serie di aspetti, non ultima quella della fiducia e si possono trovare finalmente delle strategie per farvi fronte. Da un’altra parte la lontananza può diventare uno spazio vissuto in una dimensione molto intimistica, uno spazio in cui si riescono a vedere meglio alcune dinamiche proprie alla coppia. Si possono individuare delle soluzioni o delle modalità per risolvere problematiche pregresse o si può anche valutare di chiudere una relazione che traballa da tempo.

Quindi? Esiste una ricetta per la coppia perfetta? Non c’è un’organizzazione che vale per tutti, perchè ogni coppia ha delle dinamiche proprie. È solo a partire dalla singola persona, dal modo in cui ognuno riesce a fare i conti con i propri vissuti, che si può trovare uno spazio di condivisione per saper fare insieme.

Le tensioni tra le coppie nate durante le settimane di lockdown totale spesso arrivano addirittura in tribunale, segnando ufficialmente la fine del matrimonio. In Turchia, l’avvocato Engin Karaha ha affermato di aver ricevuto un numero di richieste di separazione quattro volte superiore rispetto a gennaio, un trend riscontrato anche in Cina, USA e, a quanto pare, anche in Italia. Basta pensare che il Tribunale di Torino, d’intesa con il consiglio dell’ordine degli avvocati, per evitare assembramenti negli uffici, ha deciso di snellire le procedure, consentendo di ottenere la separazione consensuale anche via e-mail. Siamo davvero di fronte a una simile crisi dei matrimoni? Ho chiesto un parere all’Avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia.

“Riuscire a fornire dati esaustivi sul fenomeno non è ancora possibile, ma in queste settimane sto ricevendo circa il doppio delle richieste di separazione legale o per rendere effettivo il divorzio. Questa situazione ha fatto esplodere tensioni latenti o ha esasperato situazioni già critiche, portando i partner alla decisione di prendere strade diverse. Dato, però, il forte carico di stress emotivo degli ultimi due mesi, il mio primo consiglio è quello di valutare bene insieme al partner, per capire se si tratti di una crisi dovuta al momento o se, effettivamente, il rapporto è arrivato al capolinea.

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